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Più forza al Pepp-bazooka

LONDRA – Il programma di acquisto di titoli di Stato per far fronte all’emergenza pandemia, chiamato Pepp (Pandemic Emergency Purchase Program) e messo in campo dalla Banca centrale europea è stato declamato al suo esordio a marzo come il “grande bazooka”, portando sollievo ai mercati obbligazionari dei cosiddetti paesi periferici dell’eurozona come Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Ma la Bce deve rafforzare il programma per renderlo veramente efficace.

Gli acquisti del Pepp da parte della Bce sono diversi dai suoi normali acquisti di asset trasversali, che cercano di fornire uno stimolo monetario generale. Mentre tali operazioni si basano sulla quota di capitale (o “chiave capitale”) della Bce di ciascun paese, lo scopo del Pepp è quello di correggere un malfunzionamento del mercato concentrando gli acquisti di titoli nei paesi che si trovano maggiormente sotto pressione.

Il nuovo programma – di cui gli investitori si aspettano un ampliamento da parte della Bce – è riuscito ad abbattere gli spread dei tassi di interesse tra gli Stati membri principali e i paesi periferici dell’eurozona.  Ma gli spread rimangono elevati e gli investitori sono nervosi, soprattutto data la probabilità che la crisi del Covid-19 faccia lievitare il debito pubblico italiano al 150-160% del PIL nell’immediato futuro. Non c’è un modo morbido di attenuare lo shock.

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